Massimiliano Santoni

Massimiliano Santoni

Inventore

bio

Nato al tempo dei primi personal computer si occupa da sempre di tecnologia cercando di vivere delle proprie idee. Titolare di Dream Dvision, azienda di consulenza che realizza soluzioni hardware e software, attualmente sta sviluppando il suo primo prodotto di consumo con la startup E-Eye inc. di cui è cofondatore e CTO.

l'intervento

Sul futuro di Internet

Non so come sarà il futuro di internet. Ma posso dirvi quella che è la mia sensazione.
Sarà un futuro bello e con sempre meno web. Bello perché non credo alle distopie tecnologiche. Pensateci bene, usando le nostre attuali conoscenze tecnologiche potremmo essere anche molto diversi da come siamo. Immaginate come potrebbe essere il mondo se applicassimo in maniera ottusa la scienza che abbiamo in tutti gli aspetti della nostra vita.

  • Alimentazione (calibrata in pillole)
  • Tempo organizzato in maniera razionale
  • Riproduzione (asessuata in vitro)

Invece, malgrado tutto siamo ancora molto più simili a quei simpaticoni degli antichi romani che non a questo genere di umanità da film di fantascienza anni ‘50.
Questo perché fortunatamente siamo sempre umani.
A dirla tutta ci avevano provato nel dopoguerra ad imporre una dittatura tecnocratica… ma non hanno vinto. Ha vinto l’uomo.
E poi vi ricordate quando vent’anni fa i sociologi ammonivano che il web, l’e-commerce ci avrebbero trasformati in esseri asociali attaccati alle loro poltrone?
Beh, se diamo uno sguardo ad internet oggi… Sesso, Social, Viaggi e Pokemon… Pericolo scampato. Allora dicevo, un futuro bello e con sempre meno web.

E per meno web intendo che cambierà l’uso di internet come lo conosciamo adesso: cercare un contenuto, aprire un sito o cazzeggiare sui social andrà sempre più a fondersi con il resto della nostra realtà. ed internet alla fine, i suoi contenuti andranno a creare un altro strato della nostra realtà.
Un po’ come in Avatar… dove ad uno strato più basso le nostre città case e cose parlano tra di sé per organizzarsi meglio e farci stare meglio. E noi possiamo condividere concetti, pensieri immagini con chi vogliamo sentire vicino.

  • IoT
  • Wearables

Due termini che già stiamo cominciando a sentire e che sono la prima fase di questo processo. A me questo sembra estremamente bello. Siamo partiti da un mondo di pochi computer grandi e poco accessibili. Abbiamo vissuto un epoca di tanti personal computer isolati tra loro. Ci siamo abituati ad essere connessi. Ed in futuro ci dimenticheremo di stare utilizzando la rete. Non sospenderemo più le nostre attività per usare l’app. Non cammineremo più a testa bassa con lo sguardo perso nel palmo della mano.
Ma semplicemente avremo a disposizione oltre che la realtà circostante anche la rete. In un processo che tenderà a fondere le due quasi senza soluzione di continuità.
Quali saranno le tecnologie e le interfacce che ci renderanno capaci di questo non ne ho idea, ma già adesso oggetti tipo google glass sono un primo passo verso questo scenario.
Non penso che si prenderà la strada degli impianti bionici (anche se Elon Musk ne è convinto) ma piuttosto impareremo come raggiungere e collegare il nostro essere con i dispositivi che costruiremo in metodi non invasivi. Come il brain wave di Pasquale Fedele, che sfrutta le onde cerebrali, per dirne uno.
Ma in senso è che sulla scia di nuove scoperte impareremo ad ampliare i nostri sensi (di nuovo) ma invece che con droghe di sintesi con nuove interfacce.
Immaginate la bellezza di poter condividere pensieri ed esperienze. E di andare oltre i sensi.

Come sarebbe insegnare? Come sarebbe una lezione di storia se tutti potessimo essere lì con Giulio Cesare? Oppure una lezione di Geografia? o di matematica?
E questo potrà cambiare veramente il modo in cui viviamo. Ma sempre in modo umano, lavoreremo ancora, magari in ufficio (chi vorrà), in cantiere, nelle industrie, ma in un modo che ci renderà capaci di essere molto più parte di ciò che stiamo facendo.

Un tecnico che sta effettuando una riparazione potrà avere tutte le informazioni sul pezzo e magari condividere la visuale con il progettista originale.
Gli operatori di macchine controlleranno i mezzi meccanici con una precisione e con una produttività molto superiore all’attuale.
In campo medico equipe distribuite potranno condividere non solo le immagini della diagnostica, ma anche il tavolo operatorio tra le mani del chirurgo, e strumenti manovrati da remoto, magari lavorando in un modello di arteria grande come un galleria stradale.

Questo è un assaggio di quello che si chiama Big Future.

Un grande futuro pieno di cose belle.

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Eventbrite - TEDxSiena

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