Filippo Giustini

Filippo Giustini

Imprenditore

bio

Laureato in Statistica non con il massimo di voti, ha lavorato nel settore della ricerca scientifica e nel settore bancario. Ha aperto (e chiuso dopo 3 anni) un’attività di vendita al dettaglio di calzature, ha fatto un lungo viaggio di nozze di due mesi negli Stati Uniti e alle Hawaii e poi ha iniziato - nel 2011 - un altro giro di giostra, iniziando a lavorare a tempo pieno nel settore della marketing e della comunicazione.

Inizio 2016 dopo un percorso di 2 anni intrapreso con altri 3 colleghi (ora soci) ha fondato Lo-Studio SNC, il cui payoff è “Another Visionary Agency for Visionary People”.
Insieme a suoi colleghi ha deciso di ristrutturare una vecchia cantina all’interno di una colonica immersa nel verde, in Mugello a 25 minuti da Firenze. Quello è il loro HQ.

A metà del 2016, dopo che il suo dottore gli ha detto di trovarsi un passatempo per rilassarsi un po’ ha deciso di progettare un HUB, Marchisoro Innovation HUB, un progetto molto ambizioso di spazi modulabili all’interno di un’ Azienda Agricola che saranno destinati all’educational, all’alta formazione del settore digital e sale eventi e networking. Il tutto in campagna, nel verde, vicino all’ombra di un bosco centenario.
Il progetto prevede un investimento nei prossimi 5 anni di 2 milioni di Euro. Quando il suo dottore gli suggerì di trovarsi un passatempo, probabilmente non pensava alla realizzazione di questo HUB.
Appassionato di auto d’epoca, di tecnologia, di food e di viaggi, ama le persone. Parlarne con loro, confrontarsi e condividere strumenti, risorse, progetti. Si definisce orgogliosamente monotasking, "zen ma non troppo", pragmatico e pianificatore. Come c’è scritto sul suo profilo LinkedIn un sognatore (e strategist).

Il prossimo anno vuole andare due mesi alle Hawaii per viaggiare e lavorare in mobilità. Ma ancora non l’ha detto ai suoi soci.

l'intervento

Abbiamo bisogno di noi (e dei nostri sogni).

I sogni, come le idee, hanno bisogno di uno spazio magico e mentale dove muoversi liberamente, dove crescere, scomporsi e ri-comporsi, dove assorbire input esterni, dove impreziosirsi di dettagli secondo un percorso irrazionale. I sogni sono fragili ed hanno bisogno di attenzioni, di coccole. Ma come le idee hanno bisogno di qualcuno che li tiri fuori dal cassetto, dai cassetti e dagli armadi. I sogni sono fatti per essere realizzati, oppure accantonati dopo un’attenta valutazione. Siamo destinati a diventare quello che siamo, a realizzarci come persone, professionalmente e umanamente.

I sogni sono input, per aiutarci ad intraprendere un percorso durante il quale non sarà forse la meta (il sogno) il fine, ma il percorso che faremo per raggiungerli. E questo percorso, disseminato di insidie e difficoltà (ma anche di tante soddisfazioni) è quello che dobbiamo sforzarci di intraprendere dopo avere dedicato il nostro tempo a - l’ennesimo - "Sogno”.

“La differenza tra un sogno e un obbiettivo è semplicemente una data”, diceva Walt Disney, dobbiamo quindi armarci di pazienza e di coraggio e lasciarci finalmente andare, lasciarci andare al percorso e al destino che è dentro di noi e vivere liberamente, con i nostri sentimenti, le nostre attitudini, i nostri stati d’animo e iniziare a costruire tutti i sogni che vogliamo. Niente di più.